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Spazio e tempo.


Spazio chiuso, piano secondo, sala 5

E l’opera si manifesterà.

Ore 5 P.M.. E’ di fronte a me. Mi scruta, mi rovista

Il tuo spazio?

Non so…

Tempo?

Non saprei…Li per li non riesco a cogliere…

…le voci!

Cosa?

Ti ha parlato?

Si, lo ha fatto. Il quadro ha parlato

Fornisci i dettagli, su

Tu guardi solo le figure

Cosa ?

Questo é quanto mi ha detto

Davvero?

Lo confesso: quando osservo un dipinto, guardo solo le figure.

- Del resto io non sono un esperto.

- Non lo sei!

- Guardo e basta. Dello sguardo io mi fido.

Evidentemente…

- E’ tutto ciò che posseggo…

- …non sei esperto

- E’ già così difficile guardare.

…incapace

E faticoso.

- Ti gioverebbe un esperto

- Non saprei. Sono confuso.

L’esperto porta consiglio

Qui fuori ne frequento più d’uno.

Bene

E allora, che faccio?

Raccontami

Una miriade di esperti che campano solo per dirmi che sono sano o malato,

felice o depresso; che appartengo ai mediocri o agli eccelsi, ai colto o agli ignoranti.

Nel mondo qui fuori mi suggeriscono se e quando viaggiare, cosa fare con il freddo o caldo e se sto bene oppure male.

E io, che faccio?

Nel mondo qui fuori alcuni pretendono di capire i miei sogni, altri mi proibiscono di sognare.

Taluni mi consigliano cosa comperare e cosa indossare, cosa mangiare e in che misura consumare, parlare e perfino comunicare.

E io, che faccio?

Nel mondo qui fuori si può vivere con poche parole, cinque colori e quattro accordi da replicare all’infinito. Tutto rigorosamente da acquistare.

E io, che faccio?

Nel mondo qui fuori tutto è semplificato, rapido e conciso.

“Dobbiamo chiudere, mi spieghi in due parole.”

Una battuta prima di chiudere.

Una battuta.

E non è sempre teatro.

E io che faccio?

(pausa)

Io proprio non lo so.

Mi gioverebbe sentire una voce.

Una soltanto.

Ma che sia fuori dal coro. Che sieda dalla parte sbagliata

Una voce atonale…

….

Chi è stato?

….

Ci conosciamo?

….

Carino da parte tua. Mi stai dicendo che il tuo è un suono collaterale?

….

Ti prego, raccontami

….

Suvvia amico

….

Certo, ne sarei lusingato

….

Ragionevole. Ciò detto, il problema rimane.

….

Deplorevole quanto racconti. Non ti biasimo

….

Non ci posso credere…

….

E poi?

….

Ma lui che ha detto?

….

Anch’io. Me lo ripeto spesso ad alta voce.

Poi, in silenzio, ascolto il gorgoglio di questo pensiero e lo seguo nel suo compenetrarsi dentro l’altra parte di me.

L’altro mio 50 per cento di razionale. Si, la mia parte disabitata.

….

No, io vivo solamente nei fine settimana

….

Scusami ma questa non l’ho capita. Ripeti?

….

Ho seppellito la cattiva memoria. Non mi occupo più del senso delle cose e combatto l’idea di essere felice per caso.

….

Dio solo sa quanto era balorda, sconclusionata…malsana. Ma aveva dignità, suo malgrado. Oh, se ne aveva

….

Potenza della contraddizione

….

Perdonate l’intrusione.

Mi potresti ripassare l’ ultimo concetto?

….

Stupendo!

Ma è un’esperienza che in una qualche misura ha cambiato anche te?

Cambiato? No.

Allora non è stata un’esperienza. Scusami se ti abbiamo interrotto, stavi dicendo?

….

Non so. Non so proprio se potrei convivere con quest’ultima nota

….

Chi è che deve fare che cosa?

E a chi?

(pausa)

E perché?

….

A me succede il contrario: più lo faccio e più mi accorgo di non averci capito nulla .

….

Mi stupisco quando trovo qualcuno che dimostra interesse per la tua arte.

Da come parli credo che il tuo pubblico non sia ancora nato.

….

Non aver fretta. L’arte paga sempre. Quando? Eh…

….

Arte postuma? Fama post- mortem ? Il rischio è forte

….

Questa! Si, questa è un’emozione che mi appartiene

….

Curioso. A domanda rispondi con altra domanda.

….

Perché sorridi?

….

No, permetti… questa cosa la dobbiamo chiarire.

….

Certo che si

….

Vedi, per me è diverso: normalmente mi stupisco anche dopo colazione.

Ora però questo concetto me lo devi spiegare con dovizia di particolari.

Sono tutto orecchi


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